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Il 25 Maggio 2016 presso la sede del CNR-IMAA  si è svolto un incontro che ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico - scientifico inerente  tematiche relative all’applicazione di metodologie e tecniche avanzate per lo studio della qualità dell’aria in aree ad alto impatto antropico. Inoltre, è stato un occasione di confronto e scambio di esperienze tra esperti per l’approfondimento di metodiche proprie dei fenomeni d’inquinamento e delle loro ricadute. L’evento ha visto coinvolti ricercatori di Enti di Ricerca ed Università, personale tecnico di enti, agenzie ed istituzioni con competenze nel monitoraggio e controllo ambientale.

Dopo i saluti di Vincenzo Lapenna (direttore dell’IMAA-CNR) e di Lucia Possidente (Ufficio Compatibilità Ambientale, Dipartimento Ambiente e Territorio, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Trasporti della Regione Basilicata),   i lavori sono stati introdotti e moderati da Giulia Pavese, ricercatrice e responsabile del Laboratorio di Radiometria ed Interferometria del CNR-IMAA.

 

Nei 2 articoli successivi sono descritti in modo sintetico i contributi degli esperti di settore intervenuti: David E. Campbell, Ricercatore Associato presso il Desert Research Institute (DRI)– Reno, NV (U.S.A.) e Rosa Caggiano, tecnologo e responsabile del Laboratorio di Monitoraggio Ambientale Integrato dell’IMAA-CNR

 

David E. Campbell

 

David E. Campbell - esperto di chiara fama internazionale e di elevata esperienza sull’uso di tecnologie innovative per il monitoraggio della qualità dell’aria in siti ad elevata pressione antropica – nel suo intervento (“Guidance for Air Quality Monitoring near Petroleum and Natural Gas Production Facilities”) ha delineato un quadro di riferimento per la progettazione e lo sviluppo di un programma di controllo della qualità dell'aria (Fig.1), volto soprattutto a tutelare  l'ambiente e la salute umana in zone che possono essere interessate da attività di estrazione  petrolifere e produzione di gas naturale.

Durante la sua presentazione ha fornito un’ ampia panoramica dei metodi e delle metodiche di monitoraggio attualmente disponibile ed un riesame delle tecnologie emergenti (Fig.2). Ha inoltre  presentato esempi di best practice messi in atto  durante lo svolgimento di progetti di ricerca condotti dal DRI.



     Fig.1                                                                               Fig. 2

                                                                                        

 

Rosa Caggiano

 

Nel secondo intervento (“Integrazione di tecniche in-situ per la caratterizzazione degli aerosol atmosferici: il caso studio della Val d’Agri “) Rosa Caggiano  ha illustrato le attività di ricerca che si stanno svolgendo in Val d’Agri inerenti lo studio del particolato atmosferico. Sono stati presentati alcuni risultati preliminari di una  campagna di misura per la determinazione delle concentrazioni  della frazione ultrafine (PM1) del particolato atmosferico misurato al suolo  (Fig.3) e della sua caratterizzazione chimica, nonché i risultati di una campagna di bio-monitoraggio realizzata in Val d’Agri.

In tale contesto è stata evidenziata l’efficacia di queste metodologie innovative di monitoraggio “low cost”, complementari a quelle strumentali e capaci di fornire sia informazioni qualitative che misure quantitative delle concentrazioni di specifici contaminanti ambientali su aree piuttosto ampie e con un’elevata densità di campionamento (Fig.4)

 

 

 

 

Fig.3 Concentrazioni giornaliere di PM1 misurate in Val d’Agri

 

 

 

 

Fig.4  Distribuzione spaziale della concentrazioni di Cd,Ni e S misurate in  Val d’Agri con tecniche di biomonitoraggio

 

Per informazioni:

Rosa Caggiano, CNR-IMAA, rosa.caggiano at imaa.cnr.it

Programma della giornata

Informazioni aggiuntive